Bari: tra storia, mare e sapori autentici.

Bari, capoluogo della Puglia, è una città di luce, di mare e di contrasti armoniosi. Da un lato c’è l’anima vibrante e moderna del quartiere murattiano, dall’altro il cuore antico di “Bari Vecchia”, un labirinto di vicoli dove il tempo sembra essersi fermato.

Una Storia di Mare e di Fede

La storia di Bari è da sempre legata alla sua posizione strategica sull’Adriatico, che l’ha resa un fondamentale crocevia tra l’Occidente e l’Oriente. Antico centro peuceta, poi fiorente municipio romano, la città ha vissuto dominazioni bizantine, normanne e sveve, ognuna delle quali ha lasciato un’impronta indelebile.

Il momento di svolta storica avvenne nel 1087, quando 62 marinai baresi trafugarono le spoglie di San Nicola da Myra (nell’attuale Turchia) e le portarono a Bari. Da quel momento, la città divenne uno dei principali centri della cristianità e meta di pellegrinaggio mondiale. La Basilica di San Nicola, capolavoro dell’architettura romanico-pugliese, custodisce ancora oggi le reliquie del Santo ed è un raro esempio di luogo di culto condiviso tra cattolici e ortodossi. A poca distanza, il maestoso Castello Svevo, fortificato da Federico II, vigila da secoli sull’accesso alla città vecchia.

Turismo: Il Fascino dell’Autenticità

Negli ultimi anni, Bari ha vissuto una vera e propria rinascita turistica, trasformandosi da città di passaggio a meta imperdibile. Il punto di partenza non può che essere Bari Vecchia. Passeggiando tra le sue corti, è impossibile non imbattersi nella celebre Via delle Orecchiette (Via Arco Basso), dove le anziane signore del posto stendono sui tavoli di legno la pasta fresca fatta a mano, con una maestria che incanta i viaggiatori di tutto il mondo.

Uscendo dal borgo antico, ci si ritrova sul Lungomare Nazario Sauro, uno dei più lunghi e monumentali d’Italia, perfetto per una passeggiata al tramonto che profuma di salsedine. Per chi cerca lo shopping e l’eleganza ottocentesca, Corso Cavour e Via Sparano offrono boutique d’alta moda e splendidi edifici in stile Liberty, come il monumentale Teatro Petruzzelli, cuore pulsante della cultura barese.

Gastronomia: La Celebrazione della Semplicità

La cucina barese è l’apoteosi della dieta mediterranea: ingredienti semplici, materie prime eccellenti e sapori decisi legati alla terra e al mare.

  • I Primi Piatti: La regina indiscussa è l’orecchietta con le cime di rapa, saltata con acciughe, aglio e un tocco di peperoncino. Altrettanto iconica è la Tiella di riso, patate e cozze, un piatto al forno che racchiude in sé l’anima contadina e quella marinara della città.
  • Lo Street Food: Bari è una capitale del cibo di strada. Non si può dire di aver visitato la città senza aver assaggiato la focaccia barese, alta, soffice, con i bordi croccanti e condita con pomodorini freschi e olive nere. Altre prelibatezze imperdibili sono le sgagliozze (quadrati di polenta fritta) e i popizze (frittelle di pasta cresciuta), venduti bollenti nei vicoli del centro storico.
  • Il Pesce: Per i veri temerari del gusto, una tappa fondamentale è il mercato del pesce al molo di “N-derra la Lanz”, dove i pescatori locali vendono il pesce crudo: polipetti (da arricciare e mangiare rigorosamente vivi), allieve (seppioline), ricci e cozze, il tutto accompagnato da una birra ghiacciata.

Curiosità: San Nicola, il patrono di Bari, è la figura storica da cui è nata la leggenda globale di Santa Claus (Babbo Natale). Visitare la sua basilica significa, in un certo senso, andare alle origini del mito più amato del mondo.

Ecco altri aspetti affascinanti che completano il quadro di Bari, toccando le sue tradizioni più profonde, i dintorni e la sua anima sotterranea.

Tradizioni, Segreti e Dintorni

La Festa di San Nicola: Magia di Maggio

Se c’è un momento dell’anno in cui l’anima di Bari si rivela in tutta la sua intensità, è tra il 7 e il 9 maggio per la Festa di San Nicola. La città si ferma per celebrare il patrono con una rievocazione storica impressionante.

  • Il momento più suggestivo è il corteo storico (il più grande d’Europa nel suo genere), che rievoca l’arrivo dei marinai nel 1087 con figuranti in abiti d’epoca, sbandieratori e cavalli.
  • Il giorno successivo, la statua del Santo viene portata in processione a mare su un’imbarcazione, circondata da centinaia di barche di fedeli, mentre le frecce tricolori solcano il cielo sopra il lungomare.

Bari Sotterranea: La Città Sotto la Città

Oltre alle bellezze alla luce del sole, Bari nasconde un tesoro archeologico nei suoi sotterranei. Esiste un percorso guidato (chiamato appunto Bari Sotterranea) che permette di scendere sotto il livello stradale attuale per scoprire i resti della città romana, bizantina e medievale.

  • Sotto il Castello Svevo e la Cattedrale di San Sabino si possono ammirare antichi mosaici paleocristiani, resti di abitazioni bizantine e persino antiche strade lastricate su cui i baresi camminavano più di mille anni fa.

Il Culto del “Crudo di Mare” e la Birra Peroni

Per i baresi, il cibo non è solo nutrimento, è un rituale sociale. Il pranzo della domenica o l’aperitivo del fine settimana hanno un protagonista assoluto: il crudo di mare.

  • Consumarlo al molo (chiamato “N-dërrë a la lanz” ovvero “a terra la lancia/barca”) è un’esperienza antropologica: i pescatori sbattono i polpi sugli scogli per renderli teneri e arricciarne i tentacoli.
  • Il matrimonio perfetto per questo rituale? Una Birra Peroni rigorosamente da tre quarti (66 cl) e “tassativamente” ghiacciata. La Peroni fa parte dell’identità cittadina sin dal 1924, anno di apertura dello storico stabilimento in città.

Il Quartiere Murattiano e lo Shopping

Se Bari Vecchia è il passato, il Quartiere Murattiano è il presente elegante. Voluto all’inizio dell’Ottocento da Gioacchino Murat, si sviluppa a scacchiera ed è il paradiso dello shopping e della vita notturna. Qui si trova Via Sparano, il “salotto” della città, una via pedonale ricca di boutique di lusso, architetture Liberty straordinarie (come il Palazzo Mincuzzi) e teatri storici come il Teatro Margherita, unico nel suo genere perché costruito su palafitte direttamente nel mare.

Bari come “Porta della Puglia”

Bari è anche la base logistica perfetta per esplorare le meraviglie della regione. In meno di un’ora di treno o auto si possono raggiungere:

  • Polignano a Mare: Famosa per le sue scogliere a picco sull’azzurro e per aver dato i natali a Domenico Modugno.
  • Monopoli: Con il suo incantevole porto vecchio e le calette di sabbia.
  • Alberobello e la Valle d’Itria: La terra dei trulli e degli ulivi secolari.
  • Castel del Monte: L’enigmatica fortezza ottagonale di Federico II.

C’è un aspetto in particolare che ti incuriosisce di più, come i dettagli su qualche piatto tipico, consigli su cosa vedere in un weekend o la storia di un monumento specifico?

La cucina

La cucina barese ha un’identità fortissima. Non si tratta solo di ricette, ma di veri e propri rituali quotidiani. Ecco i piatti tipici più famosi spiegati nel dettaglio, divisi tra grandi classici e street food.

I Grandi Classici della Tradizione

Orecchiette con le cime di rapa

La pasta simbolo della Puglia trova a Bari la sua massima espressione. Le orecchiette, rigorosamente fatte a mano strofinando il pollice sulla pasta, vengono cotte nella stessa acqua delle cime di rapa per assorbirne al massimo il sapore. Il segreto del piatto è il condimento: un soffritto generoso di olio extravergine d’oliva, aglio, peperoncino e, soprattutto, acciughe salate che si sciolgono nell’olio caldo creando una sapidità unica. A Bari Vecchia troverai anche la variante con il ragù di carne di cavallo (specialmente la domenica).

Riso, Patate e Cozze (La Tiella)

Questo piatto prende il nome dalla tiella, la teglia circolare in terracotta in cui viene cotto al forno. È un capolavoro di equilibrio: si dispongono a strati, a crudo, le patate a fette, il riso, i pomodorini, la cipolla e le cozze fresche (aperte a metà, conservando il loro liquido che darà sapore a tutto il piatto). Il tocco finale è una pioggia di pecorino grattugiato prima di infornare. Il risultato è una superficie gratinata e croccante che nasconde un cuore morbido e profumato di mare.

Lo Street Food Immancabile

La Focaccia Barese (La “Focaccia”)

A Bari la focaccia è una religione ed è presente in ogni momento della giornata, dalla colazione a tarda sera. L’impasto contiene spesso una parte di patata lessa che la rende incredibilmente soffice all’interno, mentre la cottura in teglie di ferro generosamente oleate crea una base e dei bordi scuri e croccantissimi. Viene condita schiacciando a mano i pomodori freschi, che rilasciano il loro succo nell’impasto, e aggiungendo olive nere baresi e origano.

Sgagliozze e Popizze

Passeggiando per i vicoli di Bari Vecchia, l’odore di fritto ti guiderà verso le grandi fritteuse delle signore del posto.

  • Le sgagliozze sono rettangoli o quadrati di polenta che vengono fritti nell’olio bollente e serviti caldi con una spolverata abbondante di sale.
  • I popizze (chiamati anche pettole in altre zone della Puglia) sono palline di pasta di pane lievitata, fritte al momento. Sono lo street food invernale e natalizio per eccellenza.

Il Panzerotto Fritto

Il panzerotto a Bari è rigorosamente fritto (quello al forno è una variante quasi eretica per i puristi). La versione classica e intramontabile prevede un ripieno semplice ma perfetto: mozzarella (o fior di latte) e pomodoro, con un pizzico di pepe. Il segreto sta nel chiuderlo perfettamente a mezzaluna per non far uscire il ripieno durante la frittura. Si mangia rigorosamente bollente, facendo attenzione a non scottarsi con la mozzarella filante.

La regola d’oro del Panzerotto: Per mangiarlo senza macchiarsi i vestiti, i baresi adottano la tipica “posizione a novanta gradi”: piegati in avanti, sporgendo il busto per far cadere le gocce di pomodoro direttamente sul pavimento!

Qual è la ricetta tradizionale della focaccia barese, spiegata passo dopo passo, inclusi i trucchi per averla alta e croccante?

Per fare la vera focaccia barese a casa serve una teglia in metallo (meglio se di ferro nero o alluminio pesante) e una quantità generosa di olio d’oliva. Il segreto dell’interno soffice è la patata lessa nell’impasto, mentre la croccantezza esterna si ottiene “friggendo” letteralmente la base nel forno grazie all’olio sul fondo della teglia.

Ecco la ricetta tradizionale passo dopo passo, calibrata per una teglia rotonda classica da 30-32 cm di diametro.

Gli Ingredienti

Per l’impastoPer il condimento
250 g di semola rimacinata di grano duro15-20 pomodorini ciliegino o appesi
250 g di farina 0Olio extravergine d’oliva (abbondante)
1 patata piccola (circa 100 g), lessata e schiacciataOlive nere (varietà Barese o Termite di Bitonto)
350 ml di acqua tiepidaOrigano secco q.b.
4 g di lievito di birra secco (o 10 g di fresco)Sale fino e sale grosso
10 g di sale fino 

Il Procedimento

3 Trucchi da Barese DOC per il Successo

Sforna, lascia intiepidire un paio di minuti (giusto il tempo di non ustionarti) e tagliala a pezzi. Il suono del coltello che rompe la crosta ti dirà subito se hai fatto un buon lavoro!

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